La Alhambra di Granada: attraverso i secoli e attraverso i continenti


La ricca decorazione del Patio dei Leoni

Il palazzo rimane li fermo, immobile, monolitico; la vista dal Belvedere di San Nicolas che domina il quartiere arabo dell’Albaycin è uno spettacolo classico ma imperdibile; verso sera le mura si tingono dei colori caldi dell’autunno e il suo nome acquista un significato ben preciso al-Hamrā “la rossa”. Se venite a visitare Granada in inverno alle sue spalle si staglierà l’immensa mole bianca della Sierra Nevada rendendo la visione ancora più indimenticabile.
La Alhambra è la fortezza costruita dalla dinastia araba dei Nazari che ha dominato la regione che va da Granada a Malaga per circa due secoli in un periodo di splendore assoluto per quanto riguarda le arti e la cultura in generale; fino alla Reconquista dei Re Cattolici del 1492.
E’ un esempio straordinario dal punto di vista artistico ma è anche molto di più, è l’incontro e la fusione tra 2 culture diverse e apparentemente inconciliabili come quella musulmana e quella cristiana.

Durante tutta la sua secolare storia la Alhambra è sempre stato un monumento in divenire mai uguale a se stesso, dallo splendore inavvicinabile del XIV secolo alla ricostruzione voluta dai Re Cattolici, dalle solite brutali ruberie dei soldati napoleonici alla attenta preservazione dei nostri giorni.
E’ un luogo unico,dall’atmosfera romantica, che ha saputo preservarsi quasi miracolosamente a differenza di molti altri monumenti arabi che sono stati spazzati via dall’intolleranza religiosa che è scaturita dalla Reconquista.

I disegni incisi che si inseguono all’infinito e gli specchi d’acqua che riflettono le superfici, la perfezione geometrica del Patio de los Leones e la tranquillità quasi bucolica dei giardini del Generalife sono solo dei frammenti di immagini che conservo nella memoria e che porto con me dalle 3 volte che sono andato a visitarla.
Non ho molti dubbi, per la sua armonia e la sua originalità secondo me è il monumento più interessante che si possa visitare in Spagna e vien da se che è molto difficile progettare un tour dell’ Andalusia senza includere l’antica fortezza Nazari nel proprio programma.
Se proprio venite in Andalusia senza visitare l’Alhambra è sufficiente che non me lo facciate sapere, perchè di certo non ve lo perdonerei.

N.B. per chi invece più saggiamente sta programmando la visita vi ricordo che l’entrata al Palazzo Nazari è a numero chiuso e ad orari prestabiliti pertanto vi consiglio fortemente di comprare online l’entrata .

http://www.servicaixa.com/nav/landings/es/mucho_mas/entradas_alhambra/index.html

Leggete con molta attenzione le regole per evitare di comprare un biglietto sbagliato (ci sono anche i biglietti che permettono la visita esclusivamente ai giardini o quelli che consentono l’entrata per la sessione notturna)

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2 risposte a La Alhambra di Granada: attraverso i secoli e attraverso i continenti

  1. ciao scrive:

    Bello e utile!

  2. Pingback: …e se dormissimo in un Parador? | Andalusia: Istruzioni per l'uso

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